Ironman sardi

Vi presentiamo gli atleti in Sardegna che hanno superato l'immane fatica dell' lronMan, la competizione più estrema del triathlon che prevede: 3.8 km di nuoto, 180 km di ciclismo, 42.250 corsa. Se sei sardo e hai terminato un ironman e non sei presente nella lista, scrivi pure a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. allegando una fotografia e descrizione della tua gara.

 

Saiu Davide

16 luglio 2006 “Ironman Austria” Forse non ero del tutto consapevole di quello che avrei dovuto affrontare… l’ho affrontato comunque…anche con un po’ di “incoscienza”…

Tutti mi chiedevano informazioni sulle tabelle di allenamento e sulla dieta alimentare che avevo seguito, a dire il vero l’unica “tabella” che ho avuto presente durante la mia preparazione è stata la “voglia” di affrontare l’ironman, cercando di conciliare gli allenamenti con famiglia e lavoro, cosa non certo facile. Per l’alimentazione credo di aver fatto un pò di confusione, ogni tanto mi incasinavo con proteine, carboidrati, frutta e insalate varie… alla fine penso che l’unica, in famiglia, ad aver mangiato in modo corretto durante questo periodo sia stata Giulia, mia figlia, che ha un anno e mezzo.

Ho affrontato la gara senza aver mai percorso i 180 km in bici, mi sono sempre fermato a 140, senza aver mai fatto i 3.800 metri a nuoto ma solamente i 3.000 e senza aver mai corso una maratona… Pensavo infatti: “Perchè sprecare energie in allenamento per raggiungere queste distanze? Le proverò il giorno della gara e raggiungerò due obiettivi: provare le distanze e finire la gara stessa”.

Lo so questi ragionamenti non sembreranno molto sensati ma per me il triathlon è puro divertimento, negli ultimi due anni, soprattutto per impegni lavorativi, ho affrontato solo due gare, veramente poche, con questa, mi sono detto, considerate le distanze, recupero un po’: quattro gare in una! Una delle cose che non dimenticherò mai di questa esperienza sono l’affetto, gli incoraggiamenti e i consigli che ho ricevuto nei giorni precedenti la mia partenza e la sorpresa del giorno prima con la consegna ufficiale della maglia Ironsat da parte dei miei compagni di squadra del Villacidro Triathlon.

Questo il mio resoconto: Alle 4.00 mi alzo per fare colazione, per l’ansia mangio di tutto di più…, mai mangiato cosi tanto, vado in bagno non so quante volte, prendo la muta le borracce gli integratori e raggiungo Stefano che è venuto a prendermi in macchina. Arrivati all’ironman city entro in zona cambio, ultimo controllo alla bici, sistemo le borracce, controllo la posizione della buste per le diverse frazioni di gara e via a infilarmi la muta. Stavo per iniziare le operazioni quando mi accorgo di dover correre in bagno, fila per circa 15 minuti insieme ad alcuni atleti messicani… rientro per cambiarmi, sono ormai le 6.45 mancano solo 15 minuti alla partenza, panico… indosso la muta e ci dirigiamo verso lo start.

Da questo momento in poi ho smesso di parlare… passaggio per il riconoscimento del chip e via verso la riva del lago. Potevamo scegliere fra due opzioni: stare sulla linea di partenza con chi nuotava con un tempo inferiore a un’ora e 10 minuti o posizionarci sulla linea fissata per chi nuotava invece con un tempo superiore ad un’ora e 10 minuti. All’inizio ho pensato di stare con quelli con tempi superiori ad un’ora e 10 ma poi mi sono detto: se sto insieme a quelli più veloci e parto per ultimo non mi “passano sopra”, calcolo sbagliato, era tutto un casino… mi sono ritrovato tra le prime file…, mi giravo e vedevo dietro di me il resto del mondo, panico…

Alle 7.01 scoppio del cannone e via tra schiaffi e spintoni… comincio a nuotare, non ho mai capito verso quale parte mi stessi dirigendo, vedevo persone da tutte le parti mi sono detto: “seguo loro e non mi perdo”… per mia fortuna facevano tutti la gara e andavano nella direzione giusta. Nel nuoto mi sentivo abbastanza bene continuavo a nuotare senza sentire molta fatica. Appena arrivato all’entrata del canale si creava una sorta di imbuto e lì botte a non finire… un tedesco o un austriaco ad un certo punto smette di nuotare e mi dice qualcosa incazzato nero, smetto anch’io di nuotare e lo mando letteralmente a quel paese in sardo… mi guarda perplesso e ricominciamo a nuotare.

Nel canale una folla pazzesca, sentivo le urla anche sotto l’acqua, ogni volta che sollevavo la testa a per respirare vedevo quella folla e non credevo ai mie occhi… Cominciavo a rendermi conto di quello che stava succedendo, … all’uscita controllo il cronometro 1ora e 7 minuti, e non ero stanco… Mi dirigo verso la zona cambio tra le urla del pubblico, mi cambio con calma, forse in 4 minuti, ma c’era tempo, meglio fare tutto senza fretta per non dimenticare niente. Prendo la bici affronto il primo tratto passando attraverso un parco con persone da tutte la parti che urlano il mio nome. La mia media è abbastanza alta 32 – 33 Km all’ora… lungo la strada cose incredibili, gente dappertutto che urla…nei punti ristoro ti danno di tuttodì più: acqua, sali, gel, banane, coca cola… in effetti era inutile riempirsi la bici di integratori, ad ogni punto ristoro potevi cambiare la borraccia e prendere ciò che ti serviva. Cominciano le salite e che salite…. si andava a 10 km orari… in cima alle stesse altra folla, emozioni indescrivibili… Era incredibile, tante le ragazze che ti sorpassavano con un passo decisamente superiore al tuo, e vi posso garantire che non sorpassavano solo me. Comincio il secondo giro, la media che ho tenuto nel primo era, per me, troppo alta da mantenere, cerco di tenermi sui 30 km orari un pò per la paura di non farcela, un pò per la stanchezza che cominciava a farsi sentire. A metà del giro cominciano a sorpassarmi una marea di atleti tra cui Stefano Merella, non l’ho visto ma penso che mi abbia superato intorno al 140 km.

Comunque senza farmi prendere dallo sconforto e per non farmi riprendere da troppe persone ho continuato per la mia strada chiudendo la frazione in 6 ore e 20. Il tempo complessivo anche se superiore di 20 minuti circa rispetto alle mie previsioni andava comunque bene considerato che era la prima volta che facevo i 180 Km. All’entrata in zona cambio, solita marea di folla a incitarti, altra pausa per cambiarmi prendere i vari gel, infilare le scarpe, mettere il capellino e….con mia sorpresa, riuscivo anche a correre, un pò storto, ma correvo… mi lancio tra la folla… in quei momenti mi sembrava di volare, le gambe andavano bene, un po’ di fiatone ancora, ma stavo bene, guardo l’orologio e penso “ se vado cosi chiudo tranquillamente in 12 ore e 30 minuti circa. A quel punto, per come mi sentivo, pensavo infatti di riuscire chiudere la maratona in 5 ore. Mi fermavo in ogni punto ristoro a bere e mangiare poi ripartivo… Dopo circa 10 km però, l’amara sorpresa, il ginocchio comincia a farmi male… le fitte, forse anche per la stanchezza, si fanno sempre più forti, comincio a cedere, provo a camminare, sembra che da un momento all’altro possa cedere tutto il ginocchio… nonostante tutto però, mai, anche per un solo momento, mi è venuto in mente di ritirarmi, continuavo a ripetermi che, in ogni caso, ogni passo fatto in più mi avrebbe portato sempre più vicino al traguardo. Ho iniziato a camminare… per non pensare al dolore mi dicevo che ormai il tempo non era importante, il mio unico obiettivo era quello di finire la gara.

Comincio il secondo giro e riprovo a correre ma il ginocchio fa sempre male, vado al passo, Davide Ecca (venuto in Austria a sorpresa con Antonella e altri amici) mi segue per un pò a distanza per non farsi beccare dal giudice Continuo a camminare… ora il ginocchio fa male anche se non corro… ma vado avanti pensando che ormai sto per raggiungere il mio obiettivo. Quando vedo il cartello indicante 36 Km trovo l’ultimo punto ristoro, guardo l’orologio… cazzo stavo superando le 13 ore, non so in che modo ma ho ricominciato a correre… il ginocchio ormai era andato, ho corso senza pensare… Quando ormai mancava solo 1 km vedo Davide Ecca venirmi incontro… mi dà la bandiera della Sardegna con i quattro mori ed inizio il tratto finale, in mezzo alla folla… tutti ti danno la mano… non faccio più caso al dolore al ginocchio, tocco le mani a tutti e prima dell’ultimo rettilineo, prendo in braccio Giulia e, con lei, mi dirigo verso il traguardo, quando lo raggiungo… è un’emozione indescrivibile… Superato il traguardo, alcune persone che non parlavano l’italiano ti venivano incontro: una ti metteva la medaglia al collo, un’altra ti avvolgeva con la coperta termica mentre un’altra ancora ti dava delle indicazioni incomprensibili, ma fondamentali, che non capivo… Di fatto cercavano di indirizzarmi verso il punto ristoro, tappa fondamentale del dopo gara, ma con la bambina in braccio, per la confusione e le incomprensioni non mi sono fermato ... Ho rimediato alcune ore dopo con un’integrazione concentrata di glucosio gentilmente offerta dall’Organizzazione…

Il giorno dopo non riuscivo ancora a realizzare quanto era successo… il ginocchio mi faceva ancora male ma stavo bene, ho continuato a pensare alla gara, a Davide, Maurizio, Antonella e Simona che ho visto solo per qualche ora il giorno della gara perché sono poi subito ripartiti verso la Sardegna… ho ripensato a tutto il sostegno e l’affetto che ho ricevuto prima della gara da parte dei compagni di squadra del Villacidro Triathlon… La mattina stessa, sono andato di nuovo all’ironman city, mi sono recato all’arrivo, ho indossato la maglietta con la scritta Ironsat e, sotto la finish line mi sono fatto scattare una foto per immortalare il momento. Ormai l’obiettivo era raggiunto. Davide Saiu - Villacidro Triathlon

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