CORSA

La corsa rappresenta una disciplina molto praticata sia a livello agonistico che amatoriale. Anche se può sembrare un sport a bassa valenza tecnica, visto che è il mezzo più naturale che utilizza l’uomo per spostarsi sulla terra ferma, è bene puntualizzare che esistono dei parametri per avere uno stile di corsa con un buon rendimento.

 

 

Tecnica

Una buona tecnica di corsa permette all'atleta un risparmio energetico considerevole e quindi un rendimento ottimale. Non esiste una tecnica perfetta in quanto trattasi di una componente soggettiva, basti pensare a grandi atleti che corrono forte avendo stili diversi. Tuttavia esistono dei principi base da osservare:

  1. Posizione della testa
    La testa deve rimanere dritta sulla colonna, ne piegata verso il basso ne portata all'indietro. Come linea guida lo sguardo va proiettato a circa 25-30 mt in avanti.

  2. Braccia e tronco
    Per agevolare la normale oscillazione del rachide le braccia non vanno tenute ne troppo chiuse ne troppo aperte. In via orientativa l'angolo tra l'avambraccio ed il braccio deve restare intorno ai 100-120 gradi, circostanza che agevola una naturale oscillazione della colonna.

  3. Bacino
    Il bacino va tenuto sulla verticale della colonna (o leggermente in avanti) mai all'indietro.

  4. Gambe e piedi
    Ogni persona ha una lunghezza massima del passo che è in funzione della lunghezza delle gambe, della forza e della mobilità articolare. La falcata dipende oltre che da fattori soggettivi anche dal tipo di circuito, distanza, tipo di terreno, se siamo in salita oppure in discesa. Detto ciò riteniamo che debbano essere presi in considerazione diversi punti al fine di ottenere una buona tecnica di corsa.

    - Quando il piede tocca il terreno si deve ricercare un impatto breve ed una spinta immediata evitando che il tronco si abbassi troppo. Più i nostri piedi saranno lenti meno si avrà una risposta elastica e quindi la fase di appoggio e spinta sarà più dispendiosa e meno reattiva.

    - Al momento dell'impatto la flessione della gamba (articolazione a livello del ginocchio) si deve piegare il minimo indispensabile per assorbire l'impatto. Un eccessivo piegamento della gamba fa perdere elasticità alla corsa. 

    - Bisogna cercare l’avanzamento e non la verticalità. Infatti un balzo verso l'alto è inutile e dispendioso a livello energetico.

    - L'appoggio del piede sul terreno è un argomento molto discusso e che non trova una regola fissa. Infatti questa fase è il risultato di molteplici fattori soggettivi quali conformazione dell'articolazione del piede, forza ed elasticità, inclinazione e curvatura dell'articolazione tibio tarsica ecc. In via generale i corridori utilizzano due tipi appoggi:

    - La maggior parte degli atleti ha un tipo di appoggio dove il piede prende contatto con il terreno con la parte esterna del tallone. Successivamente poi, con l'avanzamento del corpo, il piede ruota verso l'interno e l'appoggio si trasferisce sull'arco plantare. Come il peso corporeo si sposta in avanti il piede ruota verso avanti ed esterno per poi effettuare la spinta. Questa tecnica è tipica dei fondisti e riteniamo che sia la migliore per chi è alle prime armi.

    - Ci sono invece altri atleti che sono dotati di una grande elasticità muscolare (velocisti e mezzofondisti) e che hanno un appoggio iniziale sull'avampiede ed il tallone tocca terra solo successivamente per brevissimo tempo. Questo fa si che la corsa sia più elastica ma anche saltellante.

 

Nicola Capra istruttore FITRI - Personal trainer ISSA Italia )

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CALCOLO RITMO CORSA

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