Ironman sardi

Vi presentiamo gli atleti in Sardegna che hanno superato l'immane fatica dell' lronMan, la competizione più estrema del triathlon che prevede: 3.8 km di nuoto, 180 km di ciclismo, 42.250 corsa. Se sei sardo e hai terminato un ironman e non sei presente nella lista, scrivi pure a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. allegando una fotografia e descrizione della tua gara.

 

Cucca Stefano

Stefano Cucca. L’uomo di ferro made in Sassari. In realtà per il giovane sassarese classe 1978, avvicinatosi allo sport agonistico solo sette anni fa grazie ad un mal di schiena dovuto al motocross ed al successivo consiglio del medico di dedicarsi al nuoto.

Con una laurea in economia e commercio alle spalle, la grande passione per la politica e per i progetti e gli studi comunitari (è tra i fondatori del centro studi MedEuropa), la disciplina degli “uomini di ferro” è principalmente un hobby, anche se importante ed amorevolmente coltivato. Il 27 maggio Stefano Cucca era in Brasile, a Florianopolis, sede dell’IronMan Brasil, competizione internazionale ad altissimo livello, con 1267 atleti al via per uno start che lo stesso Cucca definisce “una tonnara”, un qualcosa di incredibile a vedersi e da vivere. Una gara oltre i limiti, cominciata con sei mesi di preparazione, giunta al suo culmine alle quattro del mattino del 27 maggio, passata per il riscaldamento in acqua delle 6.30, culminata con il colpo di cannone che dava inizio alle danze, in una cornice organizzativa oltre ogni immaginazione. Una disciplina dura, fatta di sacrificio e sofferenza. Una passione che ti aiuta a superare tutto, perché lungo il percorso fra i 4km di nuoto, i 180km di ciclismo ed i 40 di corsa, con un tasso di umidità al 95%, il fisico si tende allo spasmo, deve superare le sue abituali prestazioni ma è soprattutto una questione di testa. Alla partenza sei già consapevole che soffrirai tantissimo. È per questo che in allenamento ho spinto al massimo, perché più soffri in allenamento e più riesci a dare in gara. Una gara da condurre in solitario, e preparata in solitario, da vivere appieno cogliendone ogni istante, senza l’obiettivo pur piacevole della vittoria, ma con la ferrea volontà di arrivare al traguardo: “al tuo personale traguardo, per raggiungere il tuo obiettivo, formarti, conoscerti e capire toccando con mano il vero valore dello sport, del partecipare e vincere con se stessi , non solo sugli altri, sentendo pervadere ogni muscolo del corpo dalla pressante spossatezza di un impresa compiuta, dalla soddisfazione per averla compiuta”. Quando racconta della sua esperienza, gli occhi di Stefano Cucca sembrano riviverla. Brividi sulle braccia ed entusiasmo, nel ripercorrere il momento della partenza: “I primi 200 metri non capisci nulla, fra botte e gomitate si cerca di fare il possibile”. L’adrenalina è tanta, l’elicottero che ti vola sopra la testa sembra sfiorarti. A 175 battiti lungo tutta la frazione esco dall’acqua in 1h10 minuti, penso sia un buon tempo, e mentre mi passano casco ed occhiali mi preparo a montare in sella”. Nei successivi 180km, Stefano si distingue grazie ad una media di 31,8km l’ora, superando gli avversari e combattendo una fatica che intorno al 170esimo chilometro comincia a far sentire i crampi. “Scendere dalla bici non è stata una bella sensazione, le gambe erano quasi andate dopo sette ore di gara – commenta Stefano Cucca -, ci stava, ma diciamo che l’ultima frazione, quella di corsa, non è iniziata come volevo”. Una fitta al fianco sinistro: “la maratona è stata una vera sofferenza, ho perso tutte le posizioni recuperate nella frazione di bici. È stata un questione di testa non di muscoli. Le energie erano praticamente finite. Gli ultimi chilometri sono da pelle d’oca: “al 38esimo km un mare di folla mi incitava come se fossi io l’unico vincitore. In realtà era così per tutti, era magnifico. E proprio allora ho pensato che anche io stavo concludendo una gara magnifica. Sul traguardo con 11h 44 minuti e 35 secondi ho indossato la medaglia finisher, lo speaker gridava a gran voce: “you are an IronMan”. Una sensazione bellissima, indimenticabile.

Questo articolo è stato offerto in collaborazione con

Facebook  Twitter  Youtube

CALCOLO RITMO CORSA

Inserire due variabili su tre per calcolare la terza (tempo, distanza o ritmo).

Tempo: ::

Distanza:

Ritmo: ::