Atleta amatore o professionista ?

Pubblicato in I consigli del coach
Lunedì, 16 Dicembre 2019 18:28

Alcuni atleti amatori si considerano dei "Piccoli professionisti" ... questo potrebbe essere in un certo senso positivo quando si tratta di esprimere motivazione, impegno, determinazione.

Le cose cambiano notevolmente quando si cerca di costruire un piano di allenamento per un amatore, trattandolo come un piccolo professionista.

Le differenze sostanziali tra un professionista e un amatore sono genetiche, psicologiche, condizionali, tecniche, tempo a disposizione, a volte nell'età e soprattutto nella quotidianità.

La maggior parte degli atleti amatori "incastra" l'allenamento nei punti più impensabili della giornata, il tutto dettato dalla necessità di armonizzare gli impegni quotidiani del lavoro e della famiglia, con l'obiettivo sportivo preposto ...

La difficoltà maggiore è quella di trovare il tempo di allenamento e quello di recupero tra una sessione e l'altra; questo perché esiste una riserva biologica che va obbligatoriamente ripristinata, per essere in grado di eseguire una sessione che sia all'altezza di quella precedente.

In definitiva più sommatorie di allenamenti intensi, sono possibili solo se esiste un tempo di recupero (e strategie) tra l'uno e l'altro, in grado di garantire il miglioramento della prestazione (supercompensazione)

Questa è la maggiore difficoltà dell'atleta amatore ... gestire il carico allenante (il più delle volte sovradimensionato) in rapporto con il recupero (il più delle volte limitato).

Concludendo è errato pensare che basti ridurre un piano di allenamento di un professionista, per crearne semplicemente uno per un amatore.

 

Nicola Capra Allenatore FITRI e Personal Trainer Issa Italia

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